Il Ritorno del Dio Oscuro

Requiem per Endemion

L’alba sorge su Markus, redivivo e febbricitante, il corpo ancora coperto dalle ceneri del sacrificio di Tolsimir.
Il sacerdote di Lathander si consulta con Shairin e chiede aiuto al suo Dio: come potranno trovare una soluzione? Verso ovest, pare essere la risposta, così inizia il lungo cammino, sotto il sole, nella steppa e seguiti a vista da una coppia di vedette Tuigan.
Giunti al Ponte Arcobaleno, Markus ed Elrien scelgono di separarsi dai compagni di viaggio, per ricondurre il corpo di Endemion a Evereska, dove avrà sepoltura. Ascot, Shairin e Tolsimir, invece, decidono coraggiosamente di proseguire verso Kushk insieme a Brokhiti, per scoprire qualcosa di più sui Soloniti.
Sopravvissuti a una caduta da altissima quota, lungo la cascata Arcobaleno, i nostri eroi si imbattono in un tempio a Sandirakhsiva quasi completamente distrutto, i cui monaci impalati riportano lo stesso marchio necromantico che già avevano incontrato molti mesi prima.
Durante la notte, ricevono la visita, o forse la visione, di Gaumahavi, le cui parole sibilline devono ancora trovare interpretazione.
Orcus

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Oltre il velo

Giorno. Il sole tiepido apre gli occhi agli eroi, che vedono al di là del velo dell’illusione: Kush si adagia sul fianco del lago, le sue chiare mura violate dal sangue degli impiccati. Un solo simbolo, un solo segno. Di nuovo, il teschio.

Due figure si avvicinano: una guerriera dei Tuigan dagli strani tratti accompagna un diplomatico (o un mercante?) inviato dal Khan a parlamentare. Il dialogo, la discussione, la lotta verbale: delusioni, lacrime, pianti, rabbia, buon senso che cozza con i desideri e le fantasie. Per Brokhiti la principessa forse l’avventura della libertà è finita, la responsabilità avanza implacabile.

Una lunga cavalcata, giorni di cammino fino all’accampamento, di nuovo. Il Khan sotto la corazza è un giovane uomo: porta le cicatrici di tante battaglie ma non sa come affrontare una giovane futura sposa. Chiede consiglio.

Il nemico, per tutti, è altrove: una nuova missione, per svelare oscure trame segrete e, forse, ribaltare il destino di molte terre e di una principessa.

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Duri a morire

Il sole del mattino brucia i capelli di Tolsimir mentre cerca di riposare e prepararsi alla preghiera. Intorno, il clangore dei compagni, il Gatto, Amthara e Ascot, che cercano di organizzare le grondaie in una tubatura per portare acqua sino all’edificio pieno di sabbia purpurea e le preghiere mormorate da Shairin.
D’improvviso, uno sconosciuto appare sulla cima della costruzione: ha il volto fresco, non sembra aver viaggiato se non magicamente, e il chiaro abbigliamento di un cittadino proveniente da un clima freddo. Più volte ripete il suo nome, ma forse a causa del sole nessuno riesce a comprenderlo chiaramente. Due cose, però, sono cristalline: è stato mandato da Vangerdahast per aiutare (o controllare?) il Gatto e gli altri, ed è un abile costruttore.
Scende la notte, gli eroi dopo numerose discussioni fanno campo fuori da Kushk, accanto alle mura, e chiacchierano intorno al falò. Fiamme rivelatrici, che li rendono facili prede. Cinque giganteschi avvoltoi, montati da un’avanguardia nemica, piombano su di loro e mettono a ferro e fuoco l’accampamento. Sangue, strazio e dolore. Sopravvivere è un’arte fatta di abilità e fortuna.
Stremati, i nostri ripiegano in città, scavandosi la tana in una casa ormai disabitata.
Giantvulturezu3

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